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Teofilo Patini

Castel di Sangro, L’Aquila, 1840 - Napoli, 1906

Artista abruzzese, iniziò la sua formazione classica a Sulmona presso L’istituto di Lettere e Scienze di Leopoldo Corrucci, un colto latinista e cospiratore antiborbonico, e dallo studioso e patriota Panfilo Serafini.
Questi primi formatori contribuirono alla creazione di attitudini patriottiche e vicine a tematiche, umanitarie e sociali che lo accompagneranno per tutta la vita.
Dopo il trasferimento a Napoli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti dove ebbe contatti con Domenico Morelli e i fratelli Filippo e Nicola Palizzi , importanti per gli insegnamenti in campo verista.
Completò la sua formazione a Roma tra il 1871 e 1872.
Il suo occhio critico si sofferma sulle condizioni di lavoro e di vita di braccianti e operai, rappresentando crude scene di genere di tipo verista, ne è un esempio la “trilogia sociale” composta da Vanga e latte, Bestie da soma e L’erede premiato all’Esposizione Nazionale di Milano 1881 ora conservato a Roma presso la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea.
Teofilo Patini fu anche un paesaggista e a partire dall’ultimo decennio dell’Ottocento dipingerà anche soggetti di carattere religioso. In questi anni si avvicina all’ambiente massonico che lo vedrà impegnato con diverse commissioni.
Si trasferì a Napoli intorno al 1906 per dedicarsi alla decorazione dell'Aula Magna dell'Università di Napoli che rimase incompiuta a causa della sua morte.
A Castel di Sagro, nel palazzo de Petra, esiste la Pinacoteca Patiniana, una mostra permanente interamente dedicata alle opere del Patini e dei suoi allievi.

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